A spasso per Vitinia, quartiere più antico del secondo dopoguerra
- Maria Chiara Sabato
- 14 ore fa
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Vitinia, con i suoi 5800 abitanti, è una frazione di Roma. È esterna al Grande raccordo anulare e si trova tra via Ostiense a nord, via di Mezzocammino a ovest e via Cristoforo Colombo a sud. Da un punto di vista amministrativo, appartiene al Municipio IX.

Il quartiere nasce nel 1946 con il nome di Risaro, poi diventato Vitinia, ed è il più antico tra quelli sorti nel dopoguerra.
A differenza di altre zone di Roma, Vitinia non nasce in modo abusivo ma con atti di semi convenzione depositati nel 1948 all'Ufficio del Registro per le opere di urbanizzazione primaria.
Già nel 1949, i commercianti avevano regolare licenza di vendita sul "viale dei Negozi", attuale via Sarsina. Col tempo, sui terreni acquistati, sorsero villette e palazzine a due piani spesso con giardino.
Nel 1953 viene istituita una chiesa, inizialmente dipendente da Acilia. Dal 1955 nasce la parrocchia indipendente il "Sacro Cuore di Gesù agonizzante” a Vitinia. L’autore è l’architetto Ildo Avetta, esperto in opere religiose.
In tutto, nella frazione sono presenti 708 edifici di cui 659 nascono come edilizia residenziale.
La maggior parte di queste abitazioni, ben 536, furono costruite tra il 1961 e il 1980.
Vitinia è famosa perché durante la Seconda guerra mondiale, l’8 settembre 1943 alle 20.30, poco dopo l’armistizio, fu attaccata dai paracadutisti tedeschi che riuscirono a impossessarsi del deposito militare di carburanti di Mezzocammino, posto proprio a Vitinia.
Nonostante i bombardamenti subiti dagli alleati nel 1944, il deposito è rimasto in attività fino agli anni '70, continua ad essere amministrato dall'Esercito Italiano e la sua capacità è di circa 15 milioni di litri di carburanti divisi in gasolio e benzina.
Tra i luoghi di interesse ci sono la chiesa costruita in cemento armato La collina di Vitinia si inserisce in un’area di pregio, in età imperiale sede di ville patrizie, ma abitata anche molto tempo prima della nascita della Repubblica Romana.
Grazie al ritrovamento di una fistola acquaia in piombo, cioè una conduttura per l’acqua, con la scritta LFABICILONISCV gli archeologi hanno stabilito che il senatore e console romano Lucio Fabio Cilone aveva una villa in questa zona.
Inoltre, nell’area di scavo lungo la via Ostiense all’incrocio con via di Malafede, intorno al 2020 sono state trovate testimonianze di stratificazione di edifici e costruzioni che abbracciano un arco temporale di otto secoli, dal V a.C. al III d.C.
Sembra inoltre che sotto il terreno in cui sorge l'ex deposito militare di carburanti, esista un'area archeologica sepolcrale: il cimitero di san Ciriaco, vescovo di Ostia del III secolo. Il deposito è circondato dai 50 ettari di verde non sono accessibili ai cittadini.
Altre zone verdi sono il sentiero Trilussa di circa 7 Km percorribile a piedi e in bicicletta dalla stazione di Vitinia della ferrovia Roma-Lido.
Il percorso attraversa la riserva naturale statale Litorale Romano, la tenuta presidenziale di Castelporziano e la riserva naturale di Decima-Malafede.
Altri luoghi di interesse sono il caposaldo difensivo della seconda guerra mondiale, l’osteria Malpasso, frequentata anche da Fellini e i resti del ponte romano del Risaro che collegava Ostia con il Tevere.









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